Il regolamento di Sanremo 2018

Festival di Sanremo 2018: il regolamento ufficiale

Non è la prima volta che la conduzione del Festival di Sanremo viene affidata ad un musicista; prima di Claudio Baglioni, nel 2011 il presentatore è stato Gianni Morandi ma a lui non competeva anche la direzione artistica della kermesse. Il ruolo del cantautore romano quest’anno sarà duplice e lo vedrà impegnato ad intervenire in tutta la catena progettuale che ci porterà sino al 6 Febbraio, quando andrà in onda la prima serata.

Già dall’intervista di presentazione condotta da Gianfranco Mollica nel suo Speciale al TG1 era parso chiaro, dalle parole di Baglioni, che questo Sanremo sarebbe stato diverso sotto diversi aspetti. Scopriamo insieme quali.

SPECIALE FESTIVAL DI SANREMO 2018

Sanremo 2018, regolamento ufficiale: la musica al centro dello show

Il regolamento ufficiale è stato pubblicato, ma alcuni dettagli potrebbero ancora variare. Per ora quello che è certo è che il prossimo Sanremo sarà incentrato sulla musica. Gli artisti potranno proporre i loro pezzi anche nella serata che – nell’era Conti – era tradizionalmente dedicata alle cover; per Baglioni meglio i duetti, che saranno interpretati dall’artista con un ospite da lui scelto. La migliore esibizione sarà premiata alla fine della manifestazione.

I partecipanti saranno 20 e non 22 come gli anni scorsi. Questo perché il tempo dedicato ad ogni singola esibizione sarà di 4 minuti, rispetto ai 3 e mezzo messi a disposizione degli artisti nelle precedenti edizioni. Ampio spazio sarà dedicato anche alle nuove proposte, che inizieranno la sera del mercoledì, per concluderla il venerdì successivo. Baglioni ha ammesso alla competizione un bacino di giovani più ampio, selezionandole 68 dagli oltre 600 aspiranti; dai 12 inizialmente previsti, il palco delle Nuove Proposte ospiterà 16 esibizioni. La serata finale è dedicata all’esibizione dei Big, il cui vincitore come da tradizione avrà diritto a partecipare alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, laddove volesse.

Nessuna eliminazione. Al Festival si resta fino alla fine 

Chi aspira a partecipare alla competizione ha ancora tempo per inoltrare la sua candidatura; il termine è fissato al 16 Dicembre, mentre la Rai perfezionerà le iscrizioni e le renderà pubbliche entro il 20 Dicembre. Cresce l’attesa per conoscere i nomi dei partecipanti ma la novità di quest’anno è già stata svelata. Il meccanismo dell’eliminazione dei partecipanti è stato abolito. I cantanti avranno la possibilità di sostenere il loro pezzo sino alla fine della competizione, senza finire vittima del meccanismo eliminatorio che, pur aumentando la suspence e catalizzando gli ascolti, ha generato non poche polemiche nel passato. Le canzoni dovranno essere scritte in lingua italiana ma le parti in dialetto non pregiudicano sostanzialmente l’italianità del lavoro. Per la sola serata dei duetti sarà possibile inserire nel testo dei passaggi in lingua straniera.

A Sanremo 2018 il pubblico conterà di più

La tradizionale giuria della sala Stampa non subirà sostanziali variazioni, restando attiva per tutta la durata della competizione. Ma perde decisamente peso la Giuria di Qualità, che vale solo il 20% del totale del voto nelle serate in cui entra in gioco, contro il 30% dello scorso anno. Contestualmente aumenta il peso del televoto che passa dal 40% dello scorso anno al 50% di questa edizione, lasciando invariato il peso della Sala Stampa che resta al 30%. Il risultato delle votazioni ottenute nelle serate precedenti farà media per la proclamazione del vincitore, che sarà l’unico ad essere svelato del podio, come è già avvenuto nel passato. Durante tutta la competizione, la Rai potrà decidere di rendere pubbliche le classifiche di gradimento delle canzoni.

I campioni in gara saranno esclusi da qualsiasi manifestazione nel periodo tra il 22 Gennaio 2018 e sino al termine della competizione. Non potranno eseguire i loro brani ma sarà loro concesso di tenere interviste. Esiste un codice di comportamento molto preciso da rispettare e sarà espressamente vietato, come ormai è consuetudine, parlare di politica.